Semestre filtro - Medicina, Odontoiatria, Veterinaria, - quiz estratto dal libro "Quiz di Biologia" di Francesco Serafini e Valentina Toni
BIOLOGIA
UNITÀ DIDATTICA 5 - Le strutture cellulari: biogenesi, morfologia e funzioni
U.D. 5.10 (Secondo la ripartizione del Syllabus di Francesco Serafini e Valentina Toni) - L’autofagia: macroautofagia, microautofagia e autofagia mediata da chaperon molecolari.
1. Quale caratteristica definisce in modo più specifico la macroautofagia?
Quiz 1 – Risposta C
La macroautofagia è la forma più studiata di autofagia e si riconosce per un tratto morfologico inconfondibile: la comparsa di una vescicola a doppia membrana, l’autofagosoma.
Il processo inizia con la formazione del fagoforo, che si espande e si chiude inglobando porzioni di citosol, aggregati proteici o organelli danneggiati.
L’autofagosoma non è degradativo di per sé: diventa tale solo dopo la fusione con un lisosoma (o con un endosoma tardivo seguito da fusione con lisosoma), che fornisce pH acido e idrolasi.
Perché le altre risposte sono errate:
A: Descrive la microautofagia: in quel caso è la membrana lisosomiale a introflettersi e a inglobare direttamente piccole porzioni di citosol, senza formare un autofagosoma separato.
B: È tipico della CMA (Autofagia mediata da Chaperoni): la traslocazione riguarda singole proteine citosoliche selezionate, che attraversano la membrana lisosomiale tramite un recettore dedicato (LAMP2A).
D: Il sistema ubiquitina–proteasoma è una via degradativa distinta, principalmente per proteine solubili; non implica vescicole a doppia membrana né fusione con lisosomi.
E: La traslocazione mitocondriale (complessi TOM/TIM) riguarda l’import di proteine per la biogenesi del mitocondrio, non un meccanismo degradativo autofagico.


