Semestre filtro - Medicina, Odontoiatria, Veterinaria, - quiz estratto dal libro "Quiz di Biologia" di Francesco Serafini e Valentina Toni
BIOLOGIA
UNITÀ DIDATTICA 1 - Le basi dell’organizzazione biologica e molecolare della vita
U.D. 1.4 (Secondo la ripartizione del Syllabus di Francesco Serafini e Valentina Toni) - La cellula eucariotica. Il sistema delle endomembrane. La generazione del nucleo, l’endosimbiosi per la generazione dei mitocondri. Dagli organismi unicellulari a quelli pluricellulari complessi.
2. Secondo la teoria endosimbiotica, quale evento ha portato all’origine dei mitocondri?
Quiz 2 – Risposta D
La teoria endosimbiotica interpreta i mitocondri come discendenti di un batterio aerobio inglobato da un ospite procariotico, verosimilmente appartenente agli Archaea. L’endosimbionte avrebbe fornito alla cellula ospite un vantaggio energetico decisivo: la capacità di sfruttare l’ossigeno per produrre ATP con efficienza molto superiore alla fermentazione. Con il tempo, la simbiosi è divenuta obbligata: molti geni dell’endosimbionte sono stati trasferiti al genoma dell’ospite, mentre l’organello ha conservato un piccolo DNA proprio e l’apparato per tradurre alcune proteine. La doppia membrana mitocondriale e varie somiglianze biochimiche con i batteri (ad esempio ribosomi di tipo 70S) sono coerenti con un’origine da endosimbionte procariotico e con una lunga coevoluzione ospite‑organello.
Perché le altre risposte sono errate:
A: Il cianobatterio è il candidato per l’origine dei cloroplasti: la fotosintesi ossigenica e alcune caratteristiche del cloroplasto rimandano a quel gruppo, non ai mitocondri.
B: I virus dipendono dall’apparato cellulare dell’ospite e non possiedono un metabolismo energetico autonomo: non spiegano quindi un organello specializzato nella fosforilazione ossidativa.
C: Le creste mitocondriali sono un adattamento della membrana interna dell’organello, ma non possono emergere da una riorganizzazione spontanea che generi anche un genoma e ribosomi “separati” tipici dei procarioti.
E: Una fusione tra batteri non chiarisce l’integrazione genetica e funzionale con un ospite né la presenza di una doppia membrana con impronte sia dell’endosimbionte sia dell’ospite.



