Semestre Filtro delle facoltà di Medicina, Odontoiatria e Vetrinaria
Secondo appello del 10 dicembre 2025
CHIMICA
1. Nel nostro organismo il galattosio può essere convertito in glucosio. Quale è la relazione tra i due saccaridi?
A) sono enantiomeri
B) sono tautomeri
C) non sono epimeri
D) sono epimeri
E) non sono isomeri
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Risposta corretta D) sono epimeri.
Glucosio e galattosio sono stereoisomeri che differiscono per la configurazione di un solo centro chirale (il carbonio C4). Due diastereomeri che differiscono solo per la configurazione di un atomo di carbonio asimmetrico sono definiti epimeri.

Analisi delle risposte errate
A) sono enantiomeri – Gli enantiomeri sono immagini speculari l’uno dell’altro e hanno configurazioni opposte in tutti i centri chirali. Glucosio e galattosio differiscono solo in un centro, quindi sono diastereomeri (e nello specifico epimeri).
B) sono tautomeri – I tautomeri sono isomeri strutturali che si interconvertono rapidamente (solitamente per migrazione di un idrogeno e spostamento di un doppio legame, es. cheto-enolica). Non è il caso di due zuccheri stabili come glucosio e galattosio.
C) non sono epimeri – Falso, sono proprio l’esempio classico di epimeri (al C4).
E) non sono isomeri – Hanno la stessa formula bruta C6H12O6, quindi sono isomeri.
2. In una soluzione l’aggiunta di uno ione già presente in un sale poco solubile produce:
A) una reazione di ossidoriduzione
B) aumento del pH
C) diminuzione della temperatura
D) aumento della solubilità del sale
E) riduzione della solubilità del sale
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Risposta corretta E) riduzione della solubilità del sale.
Questo fenomeno è noto come effetto dello ione comune. In base al principio di Le Chatelier, aggiungendo uno dei prodotti della dissociazione (uno ione comune), l’equilibrio di solubilità si sposta verso i reagenti (il sale solido indissociato), causando la precipitazione e una diminuzione della concentrazione del sale disciolto. La risposta E esprime questo concetto parlando di “diminuzione della solubilità”. In realtà il termine solubilità dovrebbe essere usato per indicare la massima concentrazione possibile del sale in acqua pura.
Analisi delle risposte errate
A) una reazione di ossidoriduzione – L’effetto dello ione comune riguarda un equilibrio di solubilità, non implica un trasferimento di elettroni.
B) aumento del pH – Il pH varia solo se lo ione aggiunto ha proprietà acido-base (es. OH– o H+), ma non è una conseguenza generale dell’effetto ione comune.
C) diminuzione della temperatura – L’aggiunta di un sale può avere effetti termici (calore di soluzione), ma l’effetto ione comune è un fenomeno di equilibrio chimico, non termico.
D) aumento della solubilità del sale – È l’opposto di quanto accade. La solubilità diminuisce.
3. Gli isotopi di un elemento sono atomi che hanno lo stesso numero:
A) atomico
B) di massa
C) di elettroni e neutroni
D) di elettroni nel nucleo
E) di neutroni
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Risposta corretta A) atomico.
Gli isotopi sono atomi dello stesso elemento, definiti quindi dallo stesso numero atomico Z (numero di protoni). Differiscono per il numero di neutroni e quindi per il numero di massa A.
Analisi delle risposte errate
B) di massa – Gli isotopi hanno diverso numero di massa (A = Z + N) proprio perché N cambia.
C) di elettroni e neutroni – Hanno lo stesso numero di elettroni (se neutri) ma diverso numero di neutroni.
D) di elettroni nel nucleo – Nel nucleo non ci sono elettroni.
E) di neutroni – È proprio il numero di neutroni a variare tra gli isotopi.
4. Quale tra le seguenti è la formula chimica del cloruro di sodio?
A) NaCl
B) Na2Cl
C) K2Cl
D) NaCl2
E) KCl
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Risposta corretta A) NaCl. Quiz banale per la sua facilità.
Il sodio (Na, gruppo 1) forma lo ione Na+. Il cloro (Cl, gruppo 17) forma lo ione cloruro Cl−. Per bilanciare le cariche (+1 e -1), il rapporto stechiometrico è 1:1, quindi NaCl.
Analisi delle risposte errate
B) Na2Cl – Formula errata, implicherebbe una carica netta positiva non bilanciata.
C) K2Cl – Contiene Potassio (K) invece di Sodio e la stechiometria è errata.
D) NaCl2 – Implicherebbe che il sodio abbia numero di ossidazione +2, il che non è stabile per un metallo alcalino.
E) KCl – È il cloruro di potassio.
5. Quale delle seguenti affermazioni riguardanti il glicogeno è corretta?
A) E’ un polisaccaride lineare e la sua struttura non presenta ramificazioni
B) È la forma in cui viene accumulato il glucosio, principalmente nel fegato e nei muscoli
C) Col termine “glicemia” si intende la concentrazione di glicogeno nel sangue
D) È la forma in cui viene accumulato il glucosio, principalmente nel cervello
E) E’ formato quasi interamente da glucosio e da una piccola percentuale di galattosio
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Risposta corretta B) È la forma in cui viene accumulato il glucosio, principalmente nel fegato e nei muscoli.
Il glicogeno è il polisaccaride di riserva degli animali. I depositi principali si trovano nel fegato (per regolare la glicemia sistemica) e nei muscoli scheletrici (per l’uso energetico locale).
Analisi delle risposte errate
A) Il glicogeno è altamente ramificato (legami α-1,6 ogni 8-12 residui), non lineare.
C) La glicemia è la concentrazione di glucosio nel sangue, non di glicogeno.
D) Il cervello non accumula quantità significative di glicogeno come riserva energetica principale.
E) È un omopolisaccaride composto esclusivamente da glucosio.
6. L’atomo con la struttura elettronica 1s² 2s² 2p⁵ è:
A) Ossigeno
B) Azoto
C) Neon
D) Fluoro
E) Argon
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Risposta corretta D) Fluoro.
La configurazione elettronica mostra un totale di 2 + 2 + 5 = 9 elettroni. In un atomo neutro, il numero di elettroni è uguale al numero atomico Z. L’elemento con Z = 9 è il Fluoro (F).
Analisi delle risposte errate
A) Ossigeno – Z = 8 (1s² 2s² 2p⁴).
B) Azoto – Z = 7 (1s² 2s² 2p³).
C) Neon – Z = 10 (1s² 2s² 2p⁶).
E) Argon – Z = 18 (configurazione che riempie fino al 3p⁶).
7. L’idrolisi consiste nella:
A) formazione di un legame chimico in presenza di acqua
B) solubilizzazione di un composto molecolare
C) rottura di un legame intramolecolare in presenza di idrogeno
D) scissione di molecole per effetto dell’acqua
E) scissione di molecole applicando un campo elettrico
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Risposta corretta D) scissione di molecole per effetto dell’acqua.
L’idrolisi (dal greco hydro = acqua e lysis = sciogliere/spezzare) è una reazione chimica in cui una molecola viene scissa in due parti per reazione con l’acqua. Spesso comporta l’addizione di H+ e OH− ai frammenti risultanti.
Analisi delle risposte errate
A) La formazione di un legame con eliminazione di acqua è una condensazione, processo inverso all’idrolisi.
B) La solubilizzazione è un processo fisico di dissoluzione, non necessariamente una reazione chimica di scissione.
C) La rottura con idrogeno si chiamerebbe idrogenolisi.
E) La scissione mediante campo elettrico è l’elettrolisi.
8. Quali sono i tamponi del sangue?
A) CO2/HCO3−, H2PO4−/HPO42−, proteina/proteinato
B) CO2/HCO3−, H3PO4/HPO42−, proteina/proteinato
C) CO2/HCO3−, H3PO4/H2PO4−, proteina/proteinato
D) CO2/HCO3−, NH3/NH4+, proteina/proteinato
E) CO2/HCO3−, HSO4−/SO42−, proteina/proteinato
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Risposta corretta A) CO2/HCO3−, H2PO4−/HPO42−, proteina/proteinato.
I principali sistemi tampone fisiologici nel sangue sono il sistema bicarbonato (CO2/HCO3−), fondamentale per il controllo del pH plasmatico, il sistema fosfato (H2PO4−/HPO42−), importante a livello intracellulare e renale, e le proteine plasmatiche (es. emoglobina, albumina) che agiscono come anfoteri.
9. A 0.5 litri di una soluzione 0.2 M di acido acetico vengono aggiunte 0.1 moli di NaOH con la formazione di acetato di sodio. La soluzione risultante sarà:
A) Acida per il fenomeno dell’idrolisi salina
B) Acida per l’eccesso di acido acetico
C) Basica per il fenomeno dell’idrolisi salina
D) Neutra perché neutralizzata perfettamente
E) Basica per l’eccesso di NaOH
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Risposta corretta C) Basica per il fenomeno dell’idrolisi salina.
Calcoliamo le moli:
– Moli di acido acetico = 0,5 L · 0,2 mol/L = 0,1 mol.
– Moli di NaOH aggiunte = 0,1 mol.
Le moli sono equivalenti, quindi avviene una neutralizzazione completa che produce 0,1 moli di acetato di sodio (sale di acido debole e base forte). L’anione acetato subisce idrolisi basica (CH3COO− + H2O ⇄ CH3COOH + OH−), rendendo la soluzione basica (pH > 7).
10. Tutte le reazioni in cui si verifica un trasferimento di elettroni da una specie chimica ad un’altra sono dette:
A) dismutazioni
B) elettrochimiche
C) elettrolitiche
D) semireazioni
E) ossidoriduzioni
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Risposta corretta E) ossidoriduzioni.
La definizione fondamentale di reazione di ossidoriduzione (redox) è proprio quella di una reazione chimica in cui avviene un trasferimento di elettroni, con conseguente variazione del numero di ossidazione delle specie coinvolte.
Analisi delle risposte errate
A) La dismutazione è un tipo specifico di redox in cui una stessa specie si ossida e si riduce.
B, C) Si riferiscono a processi che coinvolgono energia elettrica, ma sono sottocategorie o applicazioni delle redox.
D) Le semireazioni sono le due metà (ossidazione e riduzione) che compongono la reazione globale.
11. Indicare quale tra queste affermazioni è corretta:
A) Il glicogeno è un omopolisaccaride
B) L’amido è un polisaccaride di riserva presente nei tessuti animali
C) Il glicogeno è caratterizzato da un solo tipo di legame glicosidico
D) L’amido è un eteropolisaccaride
E) Il glicogeno è immagazzinato principalmente nel cervello
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Risposta corretta A) Il glicogeno è un omopolisaccaride.
Il glicogeno è un polimero costituito da un unico tipo di monomero, il glucosio, quindi è classificato come omopolisaccaride.
Analisi delle risposte errate
B) L’amido è la riserva dei vegetali.
C) Il glicogeno possiede due tipi di legame: α(1→4) nella catena lineare e α(1→6) nelle ramificazioni.
D) Anche l’amido è un omopolisaccaride (solo glucosio).
E) Il glicogeno si accumula in fegato e muscoli, non nel cervello.
12. Quale di questi steroidi non è un ormone?
A) Colesterolo
B) Estradiolo
C) Cortisone
D) Testosterone
E) Cortisolo
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Risposta corretta A) Colesterolo.
Il colesterolo è uno steroide con funzione strutturale (membrane) e precursore, ma non agisce esso stesso come ormone (messaggero chimico). Gli altri (estradiolo, cortisone, testosterone, cortisolo) sono tutti ormoni steroidei.
13. Indicare quale affermazione sui lipidi è corretta:
A) gli acidi grassi insaturi sono generalmente solidi a temperatura ambiente
B) gli acidi grassi saturi presenti nel nostro organismo sono solamente 2: acido stearico e acido palmitico
C) sono generalmente idrofobi e lipofili
D) sono generalmente insolubili in solventi organici
E) nessuno steroide è un lipide
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Risposta corretta C) sono generalmente idrofobi e lipofili.
La caratteristica distintiva dei lipidi è la loro insolubilità in acqua (idrofobia) e la solubilità in solventi organici apolari (lipofilia).
Analisi delle risposte errate
A) Gli insaturi tendono ad essere liquidi (oli) a causa del “gomito” nel doppio legame cis che impedisce l’impacchettamento.
B) Esistono molti altri acidi grassi saturi (es. miristico, laurico, ecc.).
D) Sono solubili in solventi organici.
E) Gli steroidi sono una classe di lipidi.
14. Qual è il pH di una soluzione 0.1 mM di HCl?
A) 2
B) 4
C) 6
D) 5
E) 3
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Risposta corretta B) 4.
0,1 mM = 0,1 · 10-3 M = 10–4 M.
Poiché HCl è un acido forte, [H+] = 10–4 M.
pH = –log(10–4) = 4.
15. La pressione di vapore di un liquido in una miscela dipende dalla sua pressione di vapore allo stato puro e dalla sua concentrazione espressa come:
A) % Peso/peso (massa/massa)
B) % Peso/volume
C) Molalità
D) Molarità
E) Frazione molare
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Risposta corretta E) Frazione molare.
Secondo la legge di Raoult, Pi = Xi · P°i , dove Xi è la frazione molare del componente i-esimo nella miscela.
DOMANDE CON MODALITA’ A COMPLETAMENTO
16. Il numero di C insaturi in un cicloalchene con formula bruta C6H10 è ……
17. La pressione osmotica è la pressione che bisogna esercitare sulla soluzione perché non venga …… dal solvente
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Completamento mancante: DILUITA
Quando soluzione e solvente puro sono separati da una membrana semipermeabile (che lascia passare il solvente ma non il soluto), il solvente tende a passare verso la soluzione più concentrata. In altre parole, la soluzione “richiama” solvente: è come se si creasse una spinta a diluire la soluzione. La pressione osmotica è la pressione che si sviluppa (o la “contro-pressione” che compare) perché avvenga il processo di diluizione della soluzione ipertonica tramite ingresso di solvente dalla parte ipotonica. In pratica, il solvente entra nella soluzione e questa si diluisce finché non si raggiunge un equilibrio.
E infatti la stessa cosa si può formulare anche nel modo “operativo” citato dalla domanda: la pressione osmotica è la pressione che bisogna esercitare sulla soluzione per impedire che il solvente entri e dunque perché la soluzione non venga diluita dal solvente. Se applichi proprio quella pressione, il flusso osmotico si ferma.
18. L’equazione di Henderson Hasselbalch si utilizza per calcolare il pH di una soluzione ……
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Completamento mancante: TAMPONE
È l’equazione fondamentale per i sistemi tampone: pH = pKa + log([Base]/[Acido]).
19. Secondo la teoria di Bronsted un composto in grado di rilasciare ioni H+ è un ……
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Completamento mancante: ACIDO. Quiz molto facile.
Definizione classica di Brønsted-Lowry: Un’acido è un donatore di protoni, e una base è un accettore.
20. Come è noto il ghiaccio galleggia nell’acqua perché ha una …… minore.
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Completamento mancante: DENSITÀ
Quando l’acqua solidifica, i legami a idrogeno “impongono” una struttura più ordinata e più “aperta” (il classico reticolo del ghiaccio): a parità di massa, il volume aumenta e quindi la densità diminuisce. Risultato: il ghiaccio è meno denso dell’acqua liquida e viene sostenuto dalla spinta di Archimede, quindi galleggia.
21. La temperatura di ebollizione della soluzione fisiologica è …… della temperatura di ebollizione dell’acqua distillata.
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Completamento mancante: MAGGIORE – SUPERIORE
La soluzione fisiologica contiene soluti (principalmente NaCl): la loro presenza abbassa la pressione di vapore del solvente e quindi, per arrivare alla condizione di ebollizione (pressione di vapore uguale a quella esterna), serve una temperatura un po’ più alta. In altre parole: innalzamento ebullioscopico.
22. Il doppio legame C=C nell’etene impedisce la rotazione degli atomi attorno all’asse di tale legame e rende la molecola ……
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Completamento mancante: RIGIDA – PLANARE – PIATTA – BLOCCATA – VINCOLATA – STEREORIGIDA
La frase può essere completata in più modi corretti, perché dal doppio legame C=C discendono due conseguenze diverse ma collegate:
-
rotazione impedita (effetto “meccanico”: per ruotare dovresti rompere il legame π)
-
geometria planare (effetto “geometrico”: i carboni sono sp² e i sostituenti stanno su un piano)
Quindi le parole plausibili (tutte grammaticalmente femminili singolari) sono:
RIGIDA → è la più “centrata” sulla parte “impedisce la rotazione”.
PLANARE → è vera per l’etene (tutti gli atomi sono complanari).
PIATTA → sinonimo colloquiale di planare (ma meno “da libro”).
BLOCCATA / VINCOLATA → rende l’idea della rotazione “non libera” (ma è meno standard come risposta unica).
STEREORIGIDA → termine tecnico corretto, però un po’ avanzato per un quiz base.
23. La costante di dissociazione dell’acqua Kw è indipendente dalla temperatura ? ……
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Completamento mancante: NO
Kw dipende da T perché l’autoprotolisi dell’acqua è un equilibrio chimico e, come tutti gli equilibri, varia con la temperatura. In generale, aumentando la temperatura, Kw aumenta (e di conseguenza pKw diminuisce).
24. Circa un terzo degli aminoacidi del collagene è costituito dall’aminoacido ……
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Completamento mancante: GLICINA
Nel collagene la sequenza ripetuta tipica è Gly–X–Y (dove X e Y spesso sono prolina e idrossiprolina): questo schema “obbliga” la glicina a comparire ogni tre residui, quindi circa un terzo degli amminoacidi è glicina.
25. Per bilanciare le reazioni redox in soluzione acida si applica il metodo delle ……
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Completamento mancante: SEMIREAZIONI
Il metodo delle semireazioni (o ionico-elettronico) divide la reazione in ossidazione e riduzione per bilanciarle separatamente. Si pareggiano poi gli elettroni acquistati e ceduti moltiplicando le due semireazioni per opportuni coefficienti e infine si sommano le due semireazioni. Si aggiungerà poi H2O, H+ e OH– per completare la reazione.
26. L’Energia di attivazione di una reazione chimica è definita come la differenza di energia tra il complesso attivato e i ……
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Completamento mancante: REAGENTI
L’energia di attivazione Ea è la differenza di energia tra lo stato di transizione (complesso attivato) e i reagenti (nel verso diretto della reazione).

27. Negli isotopi di un elemento è diverso il numero di …… nel nucleo.
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Completamento mancante: NEUTRONI
Gli isotopi sono atomi dello stesso elemento chimico: questo significa che hanno lo stesso numero di protoni nel nucleo (cioè lo stesso numero atomico Z). Proprio i protoni, infatti, “decidono” l’identità dell’elemento: se cambi i protoni, non hai più lo stesso elemento.
Quello che può cambiare, restando nello stesso elemento, è il numero di neutroni. Se i protoni restano uguali ma i neutroni aumentano o diminuiscono, cambia il numero di massa A, perché:
A=Z+N
dove Z è il numero di protoni e N è il numero di neutroni.
Esempio classico: il carbonio ha sempre 6 protoni (quindi è sempre carbonio), ma può avere:
-
6 neutroni → 12C
-
7 neutroni → 13C
-
8 neutroni → 14C
Quindi nel quiz la parola mancante è NEUTRONI: negli isotopi cambia il numero di neutroni nel nucleo, non quello dei protoni.
28. La solubilità dei gas nei liquidi è governata dalla legge di ……
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Completamento mancante: HENRY
La legge di Henry descrive come un gas si scioglie in un liquido quando è presente sopra il liquido.
All’aumentare della pressione (parziale) del gas sopra la soluzione, aumenta la quantità di gas che si scioglie nel liquido.
C = kH · P
dove:
-
C è la concentrazione del gas disciolto nel liquido,
-
P è la pressione parziale del gas sopra il liquido,
-
è la costante di Henry (dipende dal gas, dal solvente e dalla temperatura).
La legge di Henry è valida per soluzioni diluite e per gas che non reagiscono chimicamente con il solvente; inoltre la solubilità dei gas in genere diminuisce aumentando la temperatura.
29. L’entalpia è particolarmente utile nello studio delle reazioni chimiche a pressione costante dove è uguale al …… scambiato
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Completamento mancante: CALORE
A pressione costante, ΔH=q. Quindi l’entalpia è utilissima perché, nelle reazioni che avvengono a pressione atmosferica (tipicamente in laboratorio), ΔH coincide proprio con il calore assorbito o liberato.
30. Il numero di ossidazione di un atomo in una molecola è la carica formale che l’atomo assume attribuendo gli elettroni di legame all’elemento più ……
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Completamento mancante: ELETTRONEGATIVO
Il numero di ossidazione (n.o.) è una “finzione utile”: non descrive una carica reale dell’atomo (nei legami covalenti la carica non è tutta localizzata), ma permette di tenere la contabilità degli elettroni e di stabilire chi si ossida e chi si riduce.
Per assegnare un numero di ossidazione, si immagina che ogni legame covalente venga considerato come se fosse completamente ionico. In pratica:
-
gli elettroni di legame vengono attribuiti tutti all’atomo più elettronegativo;
-
se i due atomi hanno uguale elettronegatività (per esempio in un legame tra atomi uguali: C–C, Cl–Cl), gli elettroni vengono attribuiti a metà a ciascun atomo.
-
Se a un atomo vengono attribuiti gli elettroni di legame (perché è più elettronegativo), nella contabilità esso risulta più negativo → il n.o. risulta più basso (più negativo).
-
Se invece gli elettroni vengono attribuiti all’altro atomo (perché più elettronegativo), l’atomo considerato risulta più positivo → il n.o. risulta più alto (più positivo).
Esempio: HCl
Poiché il Cl è più elettronegativo dell’H, gli elettroni del legame vengono attribuiti al Cl:
-
all’H viene attribuita la “perdita” di 1 elettrone → n.o. +1
-
al Cl viene attribuito l’acquisto di 1 elettrone → n.o. −1
Esempio: H₂O
Poiché l’O è più elettronegativo dell’H, gli elettroni dei due legami O–H vengono attribuiti all’ossigeno:
-
a ciascun H viene assegnato n.o. +1
-
all’O viene assegnato n.o. −2, perché la somma dei numeri di ossidazione in una molecola neutra deve risultare zero.
31. L’urea è il prodotto finale del catabolismo delle proteine e viene eliminata principalmente attraverso i reni. Dal punto di vista chimico è la diammide dell’acido ……
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Completamento mancante: CARBONICO
Dal punto di vista chimico, l’urea ha formula CO(NH2)2 e si può considerare la diammide dell’acido carbonico H2CO3: sostituendo i due gruppi –OH dell’acido carbonico con due gruppi –NH2 si ottiene appunto l’urea.
SYLLABUS 2025 – RIFERIMENTO DEI QUIZ
| UNITÀ DIDATTICA 1. La struttura dell’atomo, la tavola periodica degli elementi e i legami chimici (impegno didattico valutato in CFU =0.5) | |
| 1.1 La costituzione della materia. Fondamenti della teoria atomica. Struttura del nucleo atomico, neutroni e protoni. Numero atomico e numero di massa. Massa atomica. Gli isotopi. | QUIZ 3 |
| 1.2 Cenni alle proprietà magnetiche del nucleo come base per lo strumento diagnostico della Risonanza Magnetica Nucleare. | |
| 1.3 Elementi e composti: mole e molecola. I numeri quantici, gli orbitali, il principio di esclusione di Pauli ed il principio di indeterminazione di Heisenberg. Regola di Hund. La configurazione elettronica degli elementi. | QUIZ 6 |
| 1.4 I radioisotopi e la radioattività. Il decadimento radioattivo (radiazioni α, β, positroni, gamma, X): unità di misura anche rispetto all’effetto di tossicità biologica, correlazioni di interesse per applicazioni biomediche. | |
| 1.5 Il sistema periodico degli elementi. Proprietà periodiche: configurazione elettronica esterna, volume atomico, potenziale di ionizzazione, affinità elettronica, elettronegatività. Elementi chimici di rilevanza biologica. La regola dell’ottetto. | |
| 1.6 Concetto di molecola e di ione poliatomico. Massa molecolare. | |
| 1.7 Il legame chimico. Orbitale di legame. Legame covalente: omopolare, eteropolare, dativo. Legame ad elettroni delocalizzati. Il legame ionico. Ibridazione degli orbitali: sp, sp2, sp3. Teoria VSEPR. Orbitali molecolari sigma e pi-greco. Angolo di legame. | QUIZ 22 |
| 1.8 Nomenclatura e struttura dei principali composti inorganici di interesse biomedico. Esempi di struttura di composti chimici binari e ternari, scrittura e riconoscimento delle formule di struttura (ossidi, acidi, basi, sali). Nomenclatura IUPAC e tradizionale. Interazioni deboli (legame idrogeno e forze di van der Waals) e interazioni idrofobiche. | QUIZ 4 |
| UNITÀ DIDATTICA 2. Stati di aggregazione della materia e principi di termodinamica (impegno didattico valutato in CFU =0.5) | |
| 2.1. Lo stato solido: solidi ionici, molecolari, covalenti e metallici. | |
| 2.2. Lo stato aeriforme. Temperatura assoluta. Leggi di Boyle, Charles e Gay Lussac. Equazione di stato dei gas perfetti. I gas reali e l’equazione di Van der Waals. La legge di Avogadro. Il concetto di mole e il numero di Avogadro. Cenni sulla teoria cinetica dei gas. La legge di Maxwell-Boltzmann. | |
| 2.3. Gas e vapori. L’equilibrio gas-liquido: la pressione di vapore. | |
| 2.4. Lo stato liquido: ebollizione, calore di evaporazione. Diagrammi di fase: confronto tra acqua ed anidride carbonica. Tensione superficiale. Rilevanza dei cambiamenti di stato in medicina: l’evaporazione del sudore e la termoregolazione. Esempio di applicazione della legge dei gas alla respirazione. | QUIZ 20 |
| 2.5. I sistemi termodinamici. I principi della termodinamica. Definizioni delle funzioni di stato. Entalpia. Trasformazioni esotermiche ed endotermiche (cambiamenti di stato). Entropia. Energia libera di Gibbs. Trasformazioni reversibili e irreversibili (esoergoniche, endoergoniche). Energia libera ed equilibrio chimico. | QUIZ 28 |
| UNITÀ DIDATTICA 3. Miscele e soluzioni e le proprietà colligative delle soluzioni (impegno didattico valutato in CFU=1) | |
| 3.1. Tipi di miscele: omogenee ed eterogenee (dispersioni, sospensioni, colloidi, aerosol). | |
| 3.2. Tipi di soluzioni: soluzioni gassose, soluzioni liquide, soluzioni solide. | |
| 3.3. Solubilità: l’acqua come solvente. L’acqua e i soluti ionici, proprietà degli elettroliti. Gli elettroliti nei fluidi biologici. L’acqua e i soluti molecolari. Solubilità dei gas nei liquidi: la legge di Henry. | QUIZ 27 |
| 3.4. Unità di misura della concentrazione delle soluzioni: percentuali peso/peso, peso/volume, volume/volume. Molarità, frazione molare. Il concetto di equivalente in ambito biomedico. | |
| 3.5. La concentrazione nelle miscele di gas: la legge di Dalton. L’aria e la sua composizione, aria inspirata e aria espirata. Esempi di soluzioni rilevanti per aspetti biomedici. | |
| 3.6. Definizione di proprietà colligativa. Interazioni tra solvente e soluto. La legge di Raoult. Abbassamento della pressione di vapore. Innalzamento della temperatura di ebollizione. Abbassamento della temperatura di congelamento. | QUIZ 15 QUIZ 21 |
| 3.7. Soluzioni elettrolitiche e fattore correttivo di van’t Hoff. Tipi di membrane e passaggio di soluti: diffusione, osmosi e osmolarità. Confronto tra le proprietà osmotiche delle soluzioni. | QUIZ 17 |
| 3.8. L’osmolarità dei liquidi intracellulari ed extracellulari. Soluzioni isotoniche, ipertoniche e ipotoniche. | |
| UNITÀ DIDATTICA 4. Generalità sulle reazioni chimiche, cinetica ed equilibrio chimico (impegno didattico valutato in CFU=0.5) | |
| 4.1. Definizioni delle reazioni chimiche. | QUIZ 7 |
| 4.2. Conservazione di massa, energia e carica elettrica. Reversibilità. Tipi di reazioni chimiche. Reazioni di neutralizzazione. Reazioni di precipitazione. Reazioni di ossido-riduzione. Bilanciamento delle reazioni. | QUIZ 10 |
| 4.3. Definizione di cinetica di reazione. Reazioni a più stadi. Fattori che influenzano la velocità di una reazione. Ordine di una reazione e molecolarità. La legge di Arrhenius e la teoria degli urti efficaci. L’energia di attivazione. La teoria dello stato di transizione. I catalizzatori: catalizzatori omogenei ed eterogenei. | QUIZ 25 QUIZ 26 |
| 4.4. Cenni sui catalizzatori biologici: gli enzimi. | |
| 4.5. Equilibrio chimico. | |
| 4.6. Reazioni reversibili ed irreversibili. Costante di equilibrio e legge d’azione di massa. Equilibrio chimico omogeneo ed eterogeneo. Differenza tra equilibrio chimico e stato stazionario. Principio dell’equilibrio mobile. Il quoziente di reazione. Effetto della temperatura sulla costante di equilibrio. Equilibri multipli. Equilibri eterogenei solido-liquido. Prodotto di solubilità, effetto dello ione in comune. Rilevanza degli equilibri chimici nei processi biologici. | QUIZ 2 |
| Unità didattica 5. Acidi, basi, sali, pH, soluzioni tampone; reazioni di ossido-riduzione ed elettrochimica (impegno didattico valutato in CFU= 1) | |
| 5.1. La teoria di Arrhenius. La teoria di Bronsted e Lowry. Cenni sulla teoria di Lewis. La reazione di autoprotolisi dell’acqua. La Kw. Il concetto di pH e pOH. Costanti di dissociazione, Ka e Kb. Acidi forti e acidi deboli, pKa e pKb. Indicatori di pH. Il pH di una soluzione di acido/base forte o di acido/base debole. Acidi poliprotici e basi poliprotiche. Forza relativa di un acido e di una base. Reazioni acido-base. Relazione tra la struttura chimica e la forza degli acidi. I sali, comportamento acido o basico dei sali in acqua, costante di idrolisi. Solubilità e pH, esempi di interesse biomedico: ossalato di calcio e fosfato di calcio. Gli argomenti saranno trattati con esempi numerici per coadiuvare la comprensione dei fenomeni descritti. | QUIZ 9 QUIZ 14 QUIZ 19 QUIZ 23 |
| 5.2. Soluzioni tampone, esempi di tamponi di acidi deboli e basi deboli. L’equazione di Henderson e Hasselbalch. Efficienza di un sistema tampone. L’equilibrio acido-base nei fluidi biologici: il tampone acido carbonico/bicarbonato, il tampone diidrogeno fosfato/ idrogenofosfato, le proteine come sistemi tampone. Il pH del sangue e i tamponi del sangue. L’importanza e la funzione dei tamponi in ambito biomedico. | QUIZ 8 QUIZ 18 |
| 5.3. Il numero di ossidazione e le reazioni di ossido-riduzione. I sistemi elettrochimici. Definizione di anodo e catodo. Tipi di conduttori. | QUIZ 29 |
| 5.4. I semielementi. I potenziali redox standard. L’equazione di Nernst. Reazioni spontanee e lavoro chimico: relazione tra variazione di energia libera di Gibbs e differenza di potenziale. La relazione tra potenziali di riduzione e costante di equilibrio. Pile a concentrazione. | |
| 5.5. Importanza delle reazioni di ossido-riduzione in ambito biomedico. | |
| Unità didattica 6. Proprietà del carbonio e reattività dei composti organici, idrocarburi, alogenuri alchilici, idrocarburi aromatici e derivati (impegno didattico valutato in CFU= 0.5) | |
| 6.1. Proprietà e ibridazione del carbonio. I gruppi funzionali. Rappresentazione dei composti carboniosi | |
| 6.2. Regole generali di nomenclatura IUPAC. | |
| 6.3. Ossidazioni e riduzioni in chimica organica. Tipi di reazioni organiche. Effetto induttivo: elettron donatore, elettron attrattore. Effetto di delocalizzazione o mesomero. | |
| 6.4. Rottura di un legame: omolitico ed eterolitico. Carbocationi e carboanioni. Stabilità dei carbocationi. Nucleofili ed elettrofili. | |
| 6.5. Acidità e basicità dei composti organici. | |
| 6.6. Idrocarburi saturi ed insaturi. | |
| 6.7. Alcani e cicloalcani: nomenclatura IUPAC, proprietà chimico-fisiche e reazioni caratteristiche. | |
| 6.8. Tensione di legame nei cicloalcani. Reazioni degli alcani: ossidazione, sostituzione radicalica. | |
| 6.9. Alcheni: nomenclatura IUPAC, proprietà chimico-fisiche e principali reazioni (addizione elettrofila, stabilità dei carbocationi). Delocalizzazione elettronica e dieni coniugati. | |
| 6.10. Idrocarburi ciclici ed eterociclici. Gli alogeno derivati degli idrocarburi. Le reazioni degli alogenuri alchilici: sostituzione nucleofila con meccanismo SN2 e SN1, reazioni di eliminazione con meccanismo E1 ed E2. | QUIZ 16 |
| 6.11. Il benzene, composti aromatici e regola di Huckel. | |
| 6.12. Nomenclatura degli idrocarburi aromatici. Derivati del benzene. Reazioni del benzene: sostituzione elettrofila aromatica. Effetto attivante e disattivante dei sostituenti. | |
| 6.13. Tossicità dei composti aromatici. | |
| Unità didattica 7. I gruppi funzionali e isomerie: alcoli, fenoli, eteri, tioli e tioeteri; aldeidi e chetoni; acidi carbossilici e derivati, ammine e ammidi (impegno didattico valutato in CFU= 1) | |
| 7.1. Proprietà chimico-fisiche e nomenclatura. Reazioni degli alcoli: disidratazione, ossidazione sostituzione nucleofila. Alcol di rilevanza biomedica: l’etanolo. Alcoli aromatici, fenolo e derivati; acidità del fenolo. Eteri. Tioli e tioeteri. Epossidi. | |
| 7.2. Proprietà chimico-fisiche e nomenclatura delle aldeidi e dei chetoni. Reazioni delle aldeidi e dei chetoni: ossidazione, riduzione, reazioni di addizione nucleofila. Emiacetali ed emichetali, acetali e chetali. | |
| 7.3. Proprietà dell’idrogeno in alfa al carbonile. Tautomeria cheto-enolica e sua importanza biologica. | |
| 7.4. Reazione di condensazione aldolica. Chinoni ed idrochinoni. Un esempio di rilevanza biomedica: l’ubichinone. | |
| 7.5. Proprietà chimico-fisiche e nomenclatura. Reazioni degli acidi carbossilici: salificazione, sostituzione nucleofila acilica. | |
| 7.6. Derivati degli acidi carbossilici: alogenuri acilici, anidridi, esteri e tioesteri, ammidi, acilfosfati. Esterificazione di Fischer. Idrolisi basica e acida degli esteri. Condensazione di Claisen. Reazioni degli acidi carbossilici contenenti altri gruppi funzionali: formazione dei lattoni e decarbossilazione dei chetoacidi. | |
| 7.7. I derivati organici dell’acido fosforico. L’importanza degli acilfosfati in Biochimica. | |
| 7.8. Proprietà chimico-fisiche e nomenclatura delle ammine. Basicità e reazioni delle ammine: nucleofilicità delle ammine, alchilazione. Nitrosammine. Ammonio quaternario: la colina. Immine o basi di Shiff. | |
| 7.9. Esempi di importanza biomedica: l’urea. | QUIZ 30 QUIZ 31 |
| 7.10. Reazioni di idrolisi delle ammidi. | |
| 7.11. Definizione e tipi di isomeria: isomeri costituzionali e stereoisomeri (isomeri conformazionali e configurazionali). | |
| 7.12. Potere ottico rotatorio specifico. Convenzione di Fischer e convenzione destrogira/levogira. | |
| 7.13. Diasteromeri, epimeri, anomeri e mesocomposti. Miscele racemiche. Cenni sulle regole di priorità. | |
| 7.14. Convenzione E/Z e convenzione R/S | |
| 7.15. Significato degli enantiomeri, diastereoisomeri e forme meso nelle scienze biomediche. | |
| Unità didattica 8. Amminoacidi e proteine, carboidrati, lipidi, nucleotidi e polinucleotidi (impegno didattico valutato in CFU= 1) | |
| 8.1. Struttura e nomenclatura degli amminoacidi, nomi abbreviati. Classificazione degli amminoacidi in base al gruppo R. Amminoacidi essenziali o non essenziali. | |
| 8.2. Identificazione e caratteristiche delle catene laterali degli amminoacidi proteici. Stereochimica degli amminoacidi e rappresentazione secondo la convenzione di Fischer. | |
| 8.3. Proprietà acido-base degli amminoacidi e punto isoelettrico. | |
| 8.4. ll legame peptidico e sua formazione. Caratteristiche del legame peptidico. Livelli strutturali delle proteine: struttura primaria, secondaria, terziaria e quaternaria. Interazioni deboli e ponti disolfuro. | QUIZ 24 |
| 8.5. Struttura, nomenclatura e stereochimica dei carboidrati. Monosaccaridi: isomeri, epimeri, anomeri e tautomeri. Amminozuccheri. Ciclizzazione dei monosaccaridi. Mutarotazione. Reazioni dei monosaccaridi: ossidazione, riduzione, reazione di Maillard e prodotti di Amadori, condensazione. Il legame glicosidico. Disaccaridi. Oligosaccaridi e loro derivati. Polisaccaridi: omopolisaccaridi (amido, cellulosa, glicogeno) ed eteropolisaccaridi (glicosamminoglicani). | QUIZ 1 QUIZ 5 QUIZ 11 |
| 8.6. Struttura e nomenclatura degli acidi grassi. Acidi grassi saturi ed insaturi. Acidi grassi essenziali. Insaturazione e proprietà fisiche e chimiche. I trigliceridi e la loro funzioni: oli e grassi. Lipidi complessi: glicerofosfolipidi, sfingolipidi, glicolipidi. Colesterolo e derivati steroidei di interesse biomedico. | QUIZ 12 QUIZ 13 |
| 8.7. Basi azotate: definizione e caratteristiche strutturali dei nucleosidi e dei nucleotidi Nucleotidi e polinucleotidi. Struttura chimica ed importanza biologica dell’ATP e di altri nucleotidi liberi. Legame fosfodiesterico. | |





